Incredibile, nel senso stretto del termine: non avremmo mai creduto di raccontare questa storia. Invece Sony è arrivata al CES 2020 portando come narrazione principale quella sulla mobilità (un tema che fino a oggi non era mai entrato nelle agende delle conferenze stampa del marchio giapponese) e soprattutto presentando un’automobile.
Sì, l’auto Sony. Un prototipo funzionante di auto elettrica sotto il brand (o il progetto) Vision S, dove S è facile pensare che significhi Sony.Si tratta di una coupé dal taglio aggressivo a trazione elettrica.
“Per anni abbiamo parlato della centralità del mobile – ha detto Kenichiro Yoshida, presidente e CEO di Sony durante la conferenza stampa -, ora è giunto il momento di spostarci da mobile a mobilità”.
E da una paratia scorrevole della scenografia è comparsa la Vision S (questo dovrebbe essere il nome dell’intero progetto, non del veicolo in particolare) tra l’incredulità e lo stupore dei tanti giornalisti presenti.

Non si sa molto del progetto Vision S: poco è trapelato anche dopo la conferenza stampa, salvo la dichiarata volontà di investire “milardi di dollari” nello sviluppo di questa linea di prodotti.

Ci sono due scuole di pensiero a questo riguardo: c’è chi pensa che Sony voglia fare sul serio e entrare, nei tempi e nei modi concessi dal mercato e dalla capacità dei progettisti, nel mondo dei produttori auto.

C’è invece chi ritiene che si tratti semplicemente di un concept destinato solo a dimostrare il successo dell’implementazione delle tecnologie Sony all’interno di un’auto per poi convincere i produttori “tradizionali” a copiare il modello di successo e scegliere Sony come partner tecnologico.

Che sia una o l’altra cosa, certamente appena finita la conferenza stampa, la calca attorno ai cordoni che delimitava l’area della macchina è stata terribile.

Vision S è una coupé da quattro posti a trazione puramente elettrica, lunga quasi 4 metri e 90, con l’intero pianale composto da pacchi batteria (non è stata svelata la capienza energetica), caratterizzata da un peso importante, da 2,3 tonnellate, e spinta da due motori, uno per asse, da 200 kW ciascuno. Questo tipo di trazione permette prestazioni notevoli: da zero a 100 Km/h in 4,8 secondi e una velocità massima di 240 km/h.

Una cosa è chiara: Vision S è una specie di showcase delle soluzioni che Sony ha messo a punto per il mondo dell’auto, focalizzate su tre fronti: la sicurezza, il comfort e l’adattabilità. La sicurezza riguarda soprattutto i sistemi di assistenza alla guida: Vision S è una macchina che “si guarda attorno” come poche fanno.

La sensoristica di bordo conta 33 dispositivi, tra camere (13), radar e sensori a ultrasuoni (17) e LiDAR a stato solido (3), tutti di progettazione Sony. Questa costellazione di sensori permette alla Vision S di capire molto bene tutto quello che le si muove attorno.

Anche in considerazione del fatto che, contrariamente a quanto avviene su molti veicoli, l’analisi dei dati provenienti da tutti i sensori, anche quello di tipo diverso, è integrata in una sola logica, denominata Sensor Fusion, che considera tutti i dati, anche disomogenei, in maniera coordinata, minimizzando eventuali errori o imperfette comprensioni della realtà.

 

La sicurezza è garantita anche dalla disponibilità, per il guidatore, di diverse tecnologie di controllo: al di là dei già citati sensori, che contribuiscono a segnalare eventuali situazioni di pericolo, ci sono per esempio gli specchietti digitali: si tratta di due camere integrate in apposite alette a destra e a sinistra, che rilanciano il proprio segnale sulle parti più esterne del lungo display che di fatto ricopre l’intero cruscotto della vettura.

Così, gli specchietti, pur virtualizzati, sono riportati all’interno dell’abitacolo, mettendo quindi al riparo, per esempio, dai rischi che un vetro appannato o bagnato riduca la visuale.

 

E poi c’è il comfort e l’intrattenimento di bordo: l’auto Sony è in grado di riconoscere quanti passeggeri ci sono in macchina, cosa fanno e comportarsi di conseguenza: da un lato per evitare colpi di sonno o distrazioni dell’autista, ma dall’altro anche per creare le condizioni di comfort più adeguate alla tipologia di passeggeri.

Ovviamente nell’abitacolo viene implementato un sistema molto complesso di riproduzione audio compatibile con il 360 Reality Audio, la codifica a oggetti che Sony sta lanciando nel mondo musicale.

Per ottenere la massima qualità del suono, addirittura una parte degli speaker è integrata nel sedile e di fatto personalizza i parametri di ascolto occupante per occupante.

Non mancano poi ampi display per i passeggeri del sedile posteriore.

In termini di adattabilità – il terzo valore del progetto per Sony – la Vision S ha tutti i parametri di guida e di configurazione che si modificano per adattarsi all’autista, grazie a un sistema di autoriconoscimento facciale: quando un tal conducente modifica un’impostazione, questa resta legata non all’auto in generale, ma al fatto che sia proprio lui a tornare alla guida. Se la Vision S lo riconosce, attiva l’impostazione. Inoltre se l’utente arriva alla guida ascoltando della musica o navigando un contenuto, all’ingresso in macchina, questi vengono trasferiti sul display panoramico e sul sistema di intrattenimento in car.

E poi c’è il controllo di molti parametri via app e il fatto che, proprio come se si trattasse di uno smartphone su ruote, si prevede di rilasciare una serie di aggiornamenti tesi a correggere eventuali bachi ma soprattutto ad aggiungere nuove funzionalità.

Sony non ha realizzato Vision S da sola ma ha lavorato con partner tecnologici di pregio: tra quelli annunciati oggi c’è per esempio Bosch, Continental e Magna, ma non c’è alcun produttore di auto: è vero che realizzare una piattaforma a trazione elettrica è molto più facile che realizzare un’auto a trazione termica, ma avercela fatta senza utilizzare una piattaforma già esistente e a punto è certamente una dimostrazione di forza di Sony.

Se poi diventerà anche un business, si vedrà più avanti. Nel frattempo i tanti “fanboy” Sony recenti e della prima ora possono sognare ad occhi aperti il loro prossimo oggetto del desiderio.