Crescere oggi significa imparare non solo a conoscere, ma a conoscersi. 

In un tempo in cui l’informazione è ovunque ma la consapevolezza è spesso fragile, la scuola ha un compito fondamentale: aiutare i giovani a dare senso alle emozioni, alle relazioni, al rispetto di sé e degli altri.

L’Istituto Rizzoli porta avanti questo impegno da anni, integrando nella didattica iniziative all’insegna dell’educazione sessuo-affettiva e relazionale, convinto che la formazione di un professionista non possa prescindere da quella del cittadino e della persona.

Nel corso dell’anno scolastico 2025, alcune iniziative simboliche raccontano con forza questa visione: il progetto A luci accese, in collaborazione con Durex, ALA Milano Onlus e con il patrocinio del Comune di Milano, e la mostra fotografica contro la violenza di genere, realizzata dagli studenti in occasione del 25 novembre che si affianca alla visione con dibattito del film MIA del regista Ivano De Matteo.

“A luci accese”: la consapevolezza che illumina

Parlare di sessualità in modo aperto, sicuro e rispettoso è ancora una sfida. 

Spesso il tema viene delegato ai social, alla rete o al passaparola tra pari, rischiando di lasciare spazio a disinformazione e pregiudizi.

Con il progetto A luci accese, il Rizzoli aderisce a una campagna nazionale di educazione sessuale e affettiva che promuove un approccio fondato su protezione, libertà e rispetto reciproco.

Ideato da Durex e promosso da ALA Milano Onlus, il progetto offre agli studenti strumenti pratici e momenti di confronto guidato per comprendere meglio la sessualità come dimensione di responsabilità e consapevolezza, non solo come esperienza individuale.

Il patrocinio del Comune di Milano rafforza il valore civico dell’iniziativa: la formazione alla salute e al rispetto diventa parte integrante della cittadinanza attiva.

L’educazione sessuale non è solo prevenzione, ma cultura della relazione”, spiega il team educativo del Rizzoli. “Parlare ai ragazzi di desiderio, consenso e rispetto significa aiutarli a costruire rapporti più sani, liberi dalla violenza e dalla paura.

Scopri di più sul progetto

25 novembre: dare forma al silenzio

Il percorso educativo trova un’espressione potente nella mostra fotografica e grafica che gli studenti del Rizzoli allestiranno presso la Biblioteca di Lambrate in via Valvassori Peroni, 56 a Milano il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’esposizione è realizzata con il patrocinio del Municipio 3 e raccoglie gli scatti e le illustrazioni realizzati dagli studenti di 4^B e di alcuni ex studenti. In occasione dell’inaugurazione, è prevista anche una breve presentazione curata dagli alunni stessi, che esporranno il progetto ad alcune figure istituzionali del Municipio 3.

SOTTO IL VELO DEL SILENZIO

ORARI DELLA MOSTRA
Inizio:
25 novembre 2025

Lun 14:30 – 19:00

Mar 9:00 – 19:00

Mer 9:00 – 19:00

Gio 9:00 – 19:00

Ven 9:00 – 19:00

Sab 10:00 – 18:00

Dom CHIUSO

Termine: 13 dicembre 2025

Gli scatti, i segni e le parole esposte nascono da un lungo lavoro di riflessione in classe: laboratori, confronti e attività che hanno aiutato i ragazzi a esplorare il tema della violenza di genere non come argomento distante, ma come realtà che interroga tutti.

Ogni immagine è un atto di consapevolezza: un modo per dare forma a ciò che spesso resta invisibile, per trasformare il silenzio in responsabilità condivisa.

La mostra rientra nel più ampio percorso di educazione civica e alla cittadinanza attiva promosso dal Rizzoli, che da anni integra progetti di comunicazione sociale e di arte come linguaggio educativo.

Nella stessa giornata, anche tra le mura dell’Istituto si terrà un’iniziativa speciale che coinvolge gli studenti e le studentesse della classe 4C, pensata per stimolare una riflessione ancora più profonda in occasione del 25 novembre.

Il progetto, ideato dalle educatrici della classe con il sostegno dei docenti, ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sulla violenza di genere e di invitarli a visitare la mostra fotografica organizzata dall’Istituto.

Durante la mattinata, gli studenti assisteranno alla proiezione del film Mia di Ivano De Matteo, un racconto intenso e diretto che affronta il tema del controllo, del possesso e della vulnerabilità nelle relazioni.

La visione sarà accompagnata da momenti di confronto, attività individuali e lavori di gruppo, guidati da docenti e tutor.

Queste esperienze offriranno agli studenti l’opportunità di confrontarsi non solo sui messaggi del film, ma anche su una riflessione più ampia riguardo l’amore, il rispetto e la complessità delle relazioni interpersonali.

L’obiettivo del percorso — costruito insieme agli studenti — è sviluppare un pensiero critico sulla violenza di genere, riconoscendo la responsabilità di ciascuno nella costruzione di una società più consapevole e solidale.

Il progetto mira a promuovere consapevolezza, rispetto e responsabilità, superando stereotipi e pregiudizi di genere e favorendo la crescita di cittadini capaci di partecipare attivamente alla comunità umana di cui fanno parte.

Educazione, rispetto, relazione: un’unica direzione

Ognuna di queste iniziative rappresenta l’altra faccia della stessa missione educativa: aiutare i giovani a riconoscere sé stessi e l’altro attraverso la conoscenza, la cultura e il dialogo.

Affrontare temi complessi come la sessualità o la violenza di genere non significa aggiungere un capitolo al programma scolastico, ma aprire spazi di parola, ascolto e confronto in cui gli studenti possano sentirsi accolti, compresi e responsabilizzati.

Il Rizzoli si conferma così non solo luogo di formazione tecnica, ma comunità educativa che accompagna i ragazzi nella costruzione di un’identità consapevole, rispettosa e solidale.

Paola Mondinari - Direttrice Istituto Rizzoli

Educare alla relazione significa crescere

Progetti come A luci accese e le iniziative legate al 25 novembre testimoniano la volontà del Rizzoli di formare giovani capaci non solo di competenze, ma di coscienza sociale, empatia e responsabilità.
Perché la cultura e la scuola restano, ancora oggi, le luci più forti contro ogni forma di violenza, pregiudizio e solitudine.