Oltre lo schermo c’è molto di più: c’è l’ingegneria, la creatività e la strategia. 

Secondo i dati più recenti dell’industria, il settore dei videogiochi in Italia ha generato nel 2024 un fatturato di 2,4 miliardi di euro, confermando un trend di crescita costante (fonte: Rapporto Annuale IIDEA – Italian Interactive Digital Entertainment Association, che è l’osservatorio ufficiale per l’Italia). 

Non si tratta più solo di intrattenimento: le figure tecniche legate al gaming sono tra le più ricercate nel mercato globale, con un numero di addetti in Italia cresciuto del 19% in soli due anni.

Il nuovo corso di gaming dell’Istituto Rizzoli nasce proprio con l’obiettivo di trasformare questa passione in un’opportunità concreta di apprendimento. 

Vogliamo abbattere il pregiudizio del gioco come semplice passatempo, svelandolo come un ambiente educativo in cui sviluppare competenze informatiche, grafiche e di lavoro in team.

Il gaming come leva educativa strategica

Uno degli obiettivi più ambiziosi del corso è abbattere le frontiere legate alle difficoltà di apprendimento, trasformando il gaming in una vera e propria risorsa di supporto allo studio

Sfruttando quello che è a tutti gli effetti il linguaggio nativo delle nuove generazioni, il progetto unisce la psicologia del gaming alla pedagogia moderna per generare un approccio all’istruzione più efficace e coinvolgente.

Il valore formativo di questa metodologia si basa su pilastri cognitivi e relazionali specifici:

  • Motivazione intrinseca: il sistema di sfide calibrate e feedback immediati tipico dei videogiochi genera una spinta naturale all’apprendimento che la didattica frontale fatica a replicare.
  • Stimolo cognitivo: l’ambiente interattivo allena creatività, logica e capacità di analisi in contesti dinamici.
  • Dinamiche di squadra e soft skills: il lavoro in team non serve solo a vincere una partita, ma insegna i valori del fair play e della collaborazione, migliorando sensibilmente le competenze trasversali degli studenti.

Un modello vincente: l’esperienza pratica all’Istituto Rizzoli

Il laboratorio non è solo teoria, ma un ecosistema multidisciplinare dove grafici e informatici collaborano attivamente. 

Il flusso operativo riflette la realtà aziendale: ogni team monta il proprio PC, analizza i testi didattici e carica le informazioni su un sito web creato collettivamente. 

Questi contenuti vengono poi trasformati, tramite chatbot, in elementi interattivi necessari per superare i livelli del videogioco finale.

I risultati registrati nell’anno scolastico 2024/2025 parlano chiaro:

  • Successo accademico: tutti gli studenti coinvolti sono stati promossi, mostrando performance scolastiche decisamente migliorate rispetto al passato.
  • Interesse per le discipline STEM Science, Technology, Engineering, Mathematics: si è osservato un aumento significativo dell’interesse verso scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, materie fondamentali per il futuro professionale.

Questa sinergia tra divertimento e rigore tecnico dimostra come la tecnologia possa essere la miglior alleata dell’inclusione e dell’eccellenza formativa.

LEGGI ANCHE:

Cybersecurity, AI, Cloud e Gaming: le nuove sfide per chi si forma oggi nel settore ICT

Leggi l'articolo

Struttura del corso: un percorso in quattro moduli

Per garantire una preparazione completa, l’offerta formativa è stata suddivisa in 16 lezioni per un totale di 40 ore di formazione, con un approccio 100% pratico.

Il programma si articola in quattro aree fondamentali:

Hardware & assemblaggio: 10 ore dedicate alla conoscenza dei componenti fisici e alla costruzione della macchina (lezioni 1-4). Sistema operativo & software: 15 ore per imparare la gestione ottimale dell’ambiente di lavoro e dei software di gioco (lezioni 5-10).
Networking & LAN: 5 ore focalizzate sulla connettività di rete, pilastro fondamentale per il gioco online e le infrastrutture e-sports (lezioni 11-12). Unreal Engine 5: 10 ore dedicate alla modellazione 3D e allo sviluppo con uno dei motori grafici più potenti al mondo (lezioni 13-16).

Il cuore tecnico: dall’hardware all’Unreal Engine 5

La scelta di includere nel programma Unreal Engine 5 risponde a una domanda di mercato precisa: oggi le competenze su questo motore grafico non servono solo nei videogiochi, ma anche nel cinema, nell’architettura e nel settore automotive. 

Le opportunità lavorative sono in forte espansione, specialmente per i profili junior che, con una buona base tecnica, possono ambire a inquadramenti iniziali con RAL comprese tra i 25 e i 35 mila euro (medie di mercato per i profili entry-level nel settore Tech e Creative Industry in Italia).

Il corso dell’Istituto Rizzoli offre una visione a 360 gradi: dalla vite fissata sulla scheda madre alla gestione dei protocolli di rete, fino alla creazione di asset 3D complessi. 

È questa polivalenza a rendere il profilo dello studente Rizzoli estremamente competitivo in un settore dove l’80% della forza lavoro ha meno di 36 anni.

LEGGI ANCHE:

Grafica e AI: evoluzione del profilo del grafico e come l’Istituto Rizzoli risponde al cambiamento tecnologico

Leggi l'articolo

Dolphin Gaming: la partnership per il futuro

Questo percorso d’eccellenza è reso possibile dalla stretta collaborazione con Dolphin Gaming, partner tecnico che porta in aula l’esperienza reale del settore informatico. 

La sinergia tra didattica e industria è l’elemento che permette di trasformare un laboratorio in un vero centro di innovazione, dove la tecnologia è alleata dell’apprendimento e dell’inclusione.

Il valore di questa partnership è garantito dalla guida di Claudio Ferrareis, fondatore di Dolphin Gaming e Dolphin Soluzioni Informatiche, insignito nel 2025 del riconoscimento “Pollicione d’Oro” proprio per il suo contributo all’innovazione educativa. 

L’obiettivo della collaborazione è duplice: sostenere i giovani in percorsi di apprendimento trasversali e valorizzare la responsabilità sociale nelle scuole.

A sottolineare l’importanza strategica di questo progetto è Paola Mondinari, Dirigente scolastica dell’Istituto Rizzoli:

Il nostro obiettivo è fornire agli studenti non solo strumenti tecnici d’avanguardia, ma un metodo che permetta loro di vedere il gaming come un ecosistema di opportunità. Vogliamo che il talento dei ragazzi trovi una direzione professionale concreta, unendo la passione alla disciplina richiesta dalle grandi aziende del settore.