digital-reputation

La vita online ha ormai un peso analogo – se non superiore, per alcuni aspetti – di quella offline. Reputazione digitale, personal branding, cyberbullismo, sicurezza ed educazione digitale sono tante facce della stessa medaglia: stare sul web vuol dire stare in società, con il suo portato di responsabilità.

Per questo nei mesi di Gennaio e Febbraio l’Istituto Rizzoli ha organizzato un evento formativo sulla reputazione digitale, il 7 febbraio celebra la Giornata Mondiale contro Bullismo e Cyberbullismo e il 9 febbraio il Safer Internet Day.

Ma esploriamo più nel dettaglio i concetti alla base di questo discorso così importante

Digital reputation: cosa è?

La digital reputation, o reputazione digitale, è la reputazione che ciascuna persona si costruisce online. Come nella vita reale, può essere buona o cattiva, più o meno meritata, e certamente influenza le persone intorno a noi.

Sembra un concetto banale, ma non lo è. Soprattutto perché internet rende più complesse le dinamiche e le modalità che contribuiscono alla formazione di questa reputazione. Contatti, opinioni, cura della propria immagine, frequenza di aggiornamento dei propri profili. Tenendo sempre a mente che ciò che viene pubblicato online è (quasi) indelebile: ogni azione digitale rimane come un atto pubblico che andrà ad “aggiornare” la nostra immagine, la nostra reputazione.

Un discorso che diventa ancora più serio, se si considera quanto tra le aziende, ormai, sia consuetudine fare ricerche online sui candidati ad una posizione di lavoro, per conoscere il più possibile su di loro.

Come curare la reputazione digitale?

Per questi motivi, un concetto che deriva da quello di reputazione digitale è il personal branding. Per personal branding si intende l’insieme di pratiche atte a curare la propria immagine proprio come si trattasse di un brand commerciale, applicando a sé e alla propria presenza digitale gli strumenti del digital marketing, dello storytelling, del copywriting, ecc.

Certamente, non tutti noi possiamo comportarci online come degli influencer ma è fondamentale essere sempre prudenti nelle nostre attività online e, soprattutto, avere piena consapevolezza dello strumento. In altre parole, il primo e più importante passo per curare la propria reputazione digitale è domandarsi sempre: come contribuisce questo mio contenuto alla creazione della mia reputazione? Cosa dice di me? Ed io, cosa voglio comunicare di me agli altri?

Cyberbullismo ed educazione digitale

Il concetto di cyberbullismo – cioè l’insieme di azioni intimidatorie e denigratorie compiute online ai danni di qualcuno – deve essere inserito in questo discorso. Infatti, è fondamentale essere coscienti del fatto che quando interagiamo online non contribuiamo a definire solo la nostra immagine ma anche quella altrui. Atti di cyberbullismo, dunque, possono arrecare danno alla reputazione digitale della vittima, con serie ripercussioni sulla sua vita.

Come gli studi dimostrano, alla base del bullismo e della sua versione digitale c’è spesso la non consapevolezza delle ripercussioni dei propri gesti. In altre parole, spesso questo tipo di violenza è alimentato da un’educazione insufficiente al vivere comune. Per questo, gli istituti formativi hanno un ruolo tanto importante: è urgente che ogni scuola avvii programmi di educazione digitale. Diffondere la conoscenza del digitale e la consapevolezza della sua forza e delle sue implicazioni è lo strumento più efficace, non soltanto per deterrere questi fenomeni negativi, ma soprattutto per promuovere un utilizzo positivo e costruttivo del web, sfruttandone pienamente tutte le risorse per la propria realizzazione personale.